Su di me

Sono Daniele Brandimarte, psicologo clinico e psicoterapeuta a orientamento gruppoanalitico e integrato. Ricevo a Roma, a Centocelle e Villa Gordiani, e a Ciampino, oltre che online.
Mi sono laureato nel 2016 in Psicologia clinica della persona, delle organizzazioni e della comunità presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia Dinamica e Clinica, occupandomi in particolare di trauma, resilienza e dimensioni psicosociali nei contesti colpiti dal terremoto del Centro Italia. Nel corso della mia formazione e attività professionale ho lavorato anche nell’ambito della psicologia di comunità, dell’emergenza, della scuola e della ricerca-intervento.
Mi sono specializzato in psicoterapia presso COIRAG, con una formazione gruppoanalitica, e ho successivamente approfondito il lavoro sui disturbi dell’alimentazione attraverso un master specifico. Continuo inoltre a formarmi sui più recenti sviluppi della psicoterapia evidence based, affiancando alla mia formazione psicodinamica e gruppoanalitica contributi della psicoterapia cognitiva contemporanea e delle terapie di terza onda. Dal 2025 sono socio del Laboratorio di Gruppoanalisi.
Il filo rosso che connette le mie esperienze di formazione e lavorative è sempre stato il gruppo, inteso come insieme di persone che condividono rappresentazioni e significati, per lo più inconsci, che danno senso al loro stare insieme. In quest’ottica il lavoro con i miei pazienti, con bambini e docenti nelle scuole, e con le amministrazioni territoriali è sempre volto a comprendere meglio e quindi poter trasformare questi significati, per promuovere benessere, convivenza, cambiamento.
Come Lavoro

Questa prospettiva orienta anche il mio lavoro clinico. Una persona non esiste separatamente dalle proprie relazioni, dalla propria storia familiare e dai contesti a cui appartiene. Allo stesso tempo, quei legami non sono qualcosa di immutabile: possono essere compresi, messi in discussione e trasformati. Il lavoro terapeutico diventa quindi uno spazio in cui osservare i significati che organizzano il proprio modo di stare con gli altri e con sé stessi, per costruire forme di convivenza, relazione e cambiamento più sostenibili.
Il mio modo di lavorare parte dall’idea che la sofferenza psicologica non possa essere ricondotta a un’unica causa o letta attraverso un solo modello. Per questo non cerco di adattare la persona a una teoria precostituita, ma lavoro a partire da ciò che emerge nel percorso terapeutico, integrando una lettura relazionale e psicodinamica con strumenti e tecniche che la ricerca ha mostrato essere efficaci.
Lavoro con adulti, adolescenti, coppie e famiglie, occupandomi tra le altre cose di ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi dell’alimentazione, difficoltà relazionali e fasi di cambiamento. Quando necessario collaboro con altri professionisti della salute mentale, in particolare psichiatri e professionisti dell’area nutrizionale, per costruire insieme percorsi di cura integrati.
Da dove si comincia?
Ogni percorso parte da una domanda, diversa per ciascuno.
A volte c’è un sintomo preciso, come un’ansia persistente, pensieri che occupano troppo spazio, una perdita di interesse o un rapporto con il cibo e con il corpo diventato fonte di sofferenza. Altre volte il problema riguarda una relazione, una fase di cambiamento o la sensazione che qualcosa non funzioni più come prima.
Le prime sedute servono a comprendere meglio ciò che sta accadendo, il momento di vita in cui emerge la difficoltà e il contesto personale e relazionale in cui si inserisce.
Da questa prima valutazione è possibile capire insieme quale forma di lavoro possa essere più adatta: individuale, di coppia, familiare o, quando indicato, di gruppo.
Vuoi capire se il percorso fa al caso tuo?